Esperienze reali, soluzioni concrete.
Ogni incarico affidato allo Studio Legale Scerbo è un percorso condiviso. In questa sezione raccontiamo alcuni casi studio significativi, tratti da esperienze reali, che testimoniano la nostra capacità di gestire con successo controversie complesse in ambiti diversi del diritto.
Nel rispetto della riservatezza dei clienti, condividiamo solo i passaggi essenziali: il contesto, l’approccio adottato e il risultato raggiunto.
Alcuni casi recenti:
Accesso urgente a documentazione aziendale – Ricorso ex art. 700 c.p.c.
Settore: Ambientale – Impresa privata
Ambito: Diritto civile – Contenzioso commerciale
Il problema:
Una società, subentrata nella gestione di un impianto ambientale, non riusciva a ottenere dalla precedente gestione la documentazione tecnica ed economica indispensabile per adempiere agli obblighi regolatori ARERA e rispettare i termini previsti dal Metodo Tariffario Rifiuti (MTR-2).
Il nostro intervento:
Abbiamo promosso un ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c., evidenziando l’urgenza e il rischio concreto di sanzioni economiche. Il Giudice ha accolto il ricorso, ordinando la consegna immediata dei documenti e applicando una penale giornaliera per ogni giorno di ritardo.
Il risultato:
Il provvedimento ha permesso alla società di rispettare gli obblighi normativi in tempo utile, evitando blocchi operativi, multe e danni patrimoniali.
Licenziamento per condanna non definitiva – Tutelata la posizione del dirigente
Settore: Ente pubblico a partecipazione statale
Ambito: Diritto del lavoro – Pubblico impiego contrattualizzato
Il problema:
Un dirigente era stato licenziato a causa di una condanna penale non definitiva, legata a fatti estranei all’attività lavorativa. Il licenziamento si fondava su una presunta omissione in fase di assunzione della vicenda giudiziaria.
Il nostro intervento:
Abbiamo impugnato il provvedimento, contestando:
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l’inesistenza di un obbligo giuridico alla comunicazione,
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la totale irrilevanza dei fatti contestati rispetto al ruolo ricoperto,
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la sproporzione e tardività del licenziamento.
Il risultato:
L’ente ha scelto la via conciliativa, evitando il contenzioso e riconoscendo al dirigente un accordo economico equo, che ha consentito una chiusura dignitosa del rapporto e la tutela dell’immagine professionale del nostro assistito.
Nomina dirigenziale in ambito sanitario – Ricorso respinto per difetto di giurisdizione
Settore: Sanità pubblica
Ambito: Diritto amministrativo e del lavoro pubblico
Il problema:
Un professionista sanitario ha impugnato al TAR la nomina di un altro candidato a un incarico dirigenziale quinquennale, pur essendo risultato primo in graduatoria. Contestava il mancato utilizzo del criterio dello scorrimento previsto dalla nuova normativa.
Il nostro intervento:
In rappresentanza dell’Azienda Sanitaria, abbiamo eccepito con successo il difetto di giurisdizione del TAR, dimostrando che:
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l’incarico non costituiva un concorso pubblico,
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la scelta ricadeva nella valutazione fiduciaria del datore di lavoro pubblico,
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la controversia era di competenza del giudice del lavoro.
Il risultato:
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, salvaguardando la legittimità della nomina e la discrezionalità gestionale dell’Azienda Sanitaria.
La prova del nostro impegno? I casi che abbiamo vinto.
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